città invisibili -locandina
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Eventi e cultura

Progetto street art: incontro alle Officine Culturali su “La città Invisibile"

lunedì 6 dicembre 2021
La città invisibile è pronta a mostrarsi lunedì 6 dicembre dalle ore 18 e 30 presso le Officine Culturali "Peppino Impastato" in via San Vito Vecchio a Gravina. La serata sarà l'occasione per raccontare il percorso che ha condotto l'amministrazione comunale di Gravina, con la partecipazione fattiva della Fondazione Santomasi alla realizzazione de "La città invisibile" un itinerario artistico e turistico che irrompe nel tessuto urbano e diventa voce in grado di far emergere le storie e gli aneddoti di una Gravina ancora poco conosciuta.

Si tratta, infatti, della prima azione collettiva e sistemica realizzata nella città che pone l'attenzione sul valore dell'arte pubblica capace di farsi veicolo di messaggi e sguardi approfonditi sulla città, ma anche di sottolineare il valore di molti artisti del territorio. Tutto questo è stato possibile grazie ad un'idea di sviluppo del patrimonio culturale, civico e sociale scaturito dalle politiche lungimiranti della Regione Puglia. Grazie al bando Sthar Lab si è lavorato alla creazione di nuovi prodotti e servizi attraverso la sperimentazione di progetti di fruizione innovativa in grado di attivare percorsi culturali di relazione pubblica e collettiva.

L'idea di costruire un cantiere creativo è tesa alla configurazione di un gruppo di lavoro che attraverso le competenze di curatori, artisti, operatori culturali e spazi riesce a portare avanti visioni di città e di sviluppo possibile. L'arte e la cultura possono diventare espressione delle eccellenze del territorio e volano di nuove economie e nuovi saperi.

Relatori dell'evento saranno il sindaco Alesio Valente e la vicesindaca e assessora alla cultura Claudia Stimola, il Presidente della Fondazione E.P. Santomasi Mario Burdi e le parole dei curatori del progetto Alessandra Costantiello e Francesco Calderoni. Durante la serata è prevista una performance sonora in cui la voce della città registrata dall'attrice e performer Jelly Chiaradia accompagnerà lo spettatore attraverso ogni tappa, ogni opera presente nella città, con il loro universo di storie e suggestioni.

Sette muri realizzati in punti dislocati della città diventano tappa di un racconto più grande che a partire dalla valorizzazione del Parco archeologico di Botromagno crea un percorso di senso in grado di affascinare e guidare lo spettatore. L'archeologia diventa anche un collante metafisico tra i muri poichè pretesto per raccontare tutte le storie sepolte, la moltitudine di significati, stratificazioni storiche, geologiche, ontologiche che hanno coinvolto questo primo nucleo abitativo della città Sidinon, l'antica Gravina, diventa luogo delle meraviglie, un'Atlantide da scoprire. Spostare l'attenzione e lo sguardo a ciò che è assente e nascosto significa anche recuperare la memoria di ciò che è scomparso o sta scomparendo.

Gli artisti, le loro opere si possono trovare presso San Massimiliano Kolbe dove è visibile il murales "Aiace è l'abbraccio del respiro" di Roberto Capriuolo; FNKey? con "Dell'acqua e della pietra" presso Piazzale Diaz; Spit con "Protect" presso via Eugenio Montale (Scuola Montemurro); Emanuele Poki con "Petramànghe" presso via Tripoli (Scuola Montemurro); Marta Lorenzon con "Giuseppe Di Vittorio" presso via Luigi Longo; Davide Mangione con "Madonna della Stella" presso via Giuseppe Di Vittorio (Scuola Savio Fiore) e Amalia Tucci con "10 IX 1924" presso Officine Culturali Peppino Impastato.

Gli interventi seppur distanti fra loro mantengono un filo comune rispetto alle tematiche di perifericità, di degrado urbano, di assenza di luoghi fisici o simbolici tali da innescare fenomeni di identificazione e appartenenza. Si profilano nella maggior parte dei casi, come non luoghi, in certi casi risultante di una edificazione poco attenta all'estetica, o all'importanza dell'inserimento nel contesto, o più banalmente che come un organismo che ha compiuto la maggior parte del proprio ciclo di vita, necessitano di rivitalizzazione, manutenzione, riqualificazione, rigenerazione urbana.

"L'apporto valoriale della Street Art alle città è indubbio, per questo il gruppo di lavoro formatosi grazie all'impulso dell'amministrazione intende presentare un progetto di museo urbano CAPA Museum in grado di convogliare diversi aspetti dell'arte pubblica - performance, poster art, fotografia, murales - intesa come esigenza, come momento necessario per tornare ad occupare lo spazio urbano e ad animarlo di futuro e possibilità, di nuovi linguaggi, di nuovi paradigmi"- spiegano i promotori dell'iniziativa.
  • Officine Culturali Peppino Impastato
  • Comune di Gravina in Puglia
  • Fondazione Ettore Pomarici Santomasi
  • Street artist
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