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Territorio

Agricoltura, controlli a tappeto nelle aziende

Stea interroga la Regione: Distinguere le aziende familiari dalle grandi imprese

Come già aveva annunciato nei giorni scorsi, questa mattina il Consigliere regionale del Movimento Schittulli - Area Popolare, Gianni Stea ha presentato un'interrogazione urgente al Presidente Michele Emiliano e all'Assessore all'Agricoltura Leonardo Di Gioia, dopo le numerose segnalazioni pervenute da tutta la Puglia, e in particolare dal nord di Bari, dalla Bat e dalla Capitanata, di ripetuti controlli in aziende agricole da parte delle autorità preposte.

"I controlli in questione sono pienamente legittimi, opportuni e necessari nell'ottica della lotta agli odiosi fenomeni del caporalato, del lavoro nero, dello sfruttamento e della lesione della dignità umana nelle nostre campagne" scrive in premessa. "Ma, al tempo stesso, se mirati a proprietà e appezzamenti di piccolissime dimensioni, che non producono alcun reddito e servono solo a soddisfare esigenze familiari e passioni personali, di fatto rischiano di paralizzare e penalizzare fortemente quelle attività e quelle proprietà" prosegue.
"L'allarme in merito è lanciato in particolare da piccoli produttori di olive e uva da tavola (per citare solo due esempi emblematici del contesto che si è venuto a determinare), impossibilitati a ricorrere anche a familiari e amici per la raccolta, per paura di incorrere in pesanti sanzioni economiche e multe; e al tempo stesso impossibilitati anche a procedere ad assunzioni e formalizzazione di un qualsiasi contratto con terzi per provvedere alla raccolta stessa" sottolinea. Così "migliaia di quintali di prodotti rischiano di marcire nei campi, con pesanti ripercussioni economiche per i piccoli proprietari terrieri".

Da qui l'interrogazione a Emiliano e Di Gioia "per sapere se e come intendano intervenire per affrontare questa incresciosa situazione, che sarebbe facilmente risolvibile definendo l'estensione dei terreni coltivati ad uso strettamente familiare e senza fine di lucro, da altri di portata ben più vasta e degna di considerazione. Salvaguardando così le esigenze dei piccoli proprietari terrieri, e impedendo sia l'abbandono progressivo della terra che la mancata raccolta di quantitativi di prodotti in un momento di crisi generalizzata che colpisce in particolare le famiglie pugliesi a basso reddito" conclude Stea.
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