vernissage francesca d'erario
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cultura

Come roccia sensibile

Una serata evento tra i quadri di Francesca D’erario e la musica di Rosalba Santoro

Una serata dedicata alla pittura e alla musica, unite attraverso la potenza della roccia che diventa vita nelle opere di Francesca D'Erario e nella voce graffiante di Rosalba Santoro.
La roccia come elemento primordiale e mutevole, che riconduce alle origini e che si disgrega per poi ricomporsi in un perpetuo divenire. Una metafora dell'esistenza umana, che è fonte di ispirazione per l'arte espressa nelle due forme, pittorica e musicale.

A fare da cornice a questo vernissage intitolato, non a caso, "come roccia sensibile" è il piccolo wine bar "frugale" di Vincenzo Olivieri. Un locale realizzato nel tufo, che ha affascinato e rappresentato una fonte di ritrovata ispirazione per Francesca, che ha deciso di riaprire il suo archivio pittorico e riprendere in mano il pennello per realizzare una nuova opera- ha spiegato Tita Tummillo De Palo introducendo la serata.

La pietra, dunque, come musa ispiratrice. Nelle sue composizioni la pittrice gravinese utilizza spesso la sabbia (materiale che predilige), che plasma mettendolo al servizio dell'espressione artistica dove – dice- "ogni granellino di sabbia diventa emozione". E dunque la roccia, la sabbia sono parte del cammino introspettivo che si fa collettivo "in un gesto potente che dà il senso della comunicazione tra l'uomo e la terra", esprimendo così la visione del mondo per Francesca.

Ad accompagnare l'avventura delle forme che si animano nella pittura di Francesca D'Erario, c'è la musica proposta da Rosalba Santoro, che con la sua potente voce ha coinvolto i presenti in un viaggio nella musica popolare meridionale, spaziando attraverso un repertorio che suggella il legame della appartenenza alla propria terra e che ha fatto vibrare l'anima dei presenti in un susseguirsi di emozioni.

Un evento dalle forti suggestioni che rimarrà a lungo indelebili nelle menti dei pochi, ma fortunati presenti.
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