
La città
Turismo, la guerra delle competenze
Scontro tra guide turistiche e polemiche sulla gestione dei siti
Gravina - lunedì 29 giugno 2015
16.18
Un batti becco, figlio molto probabilmente di un vecchio rancore, consumato sotto il solleone e dinanzi a decine di ignari turisti. Questo lo spettacolo a costo zero andato in scena nella mattinata di domenica a pochi passi dalla chiesa rupestre di san Michele delle Grotte.
Protagonisti due guide autorizzate. Pomo della discordia: la "competenza territoriale" sulla chiesa grotta di san Michele e il diritto di "essere autorizzati" a guidare i turisti.
Un nobile impegno su cui è precipitata l'offerta turistica gravinese.
Il tutto ripreso da un cellulare e postato su facebook da Michele Parrulli attivista del Movimento Cinque Stelle.
E proprio sui social si è scatenata una vera e propria guerra fatta di accuse reciproche, offese e richieste di spiegazioni. Tra i due litiganti e le rispettive fazioni, un gruppo di oltre cinquanta turisti provenienti da Roma che hanno assistito attoniti alla scena. Salvo poi mandare tutti a quel paese: "Non abbiamo mica la lebbra. Che modo è di trattare la gente?".
Con più di 9000 visualizzazioni e un polverone mediatico degno del miglior Datagate americano, la polemica scatenata tra Stefania Raguso e Giovanni Pacella, volti conosciuti e noti nell'ambiente culturale gravinese, è destinata a creare lunghi strascichi nella gestione del patrimonio turistico locale. Ora più che mai diventa indispensabile chiarire competenze, ruoli, diritti e soprattutto doveri. Un episodio su cui anche i due proprietari del patrimoni storico, Comune di Gravina e Diocesi non potranno soprassedere chiamati per primi a dare risposte.
Sui social è un coro unico di indignazione contro chi "ha scacciato in malo modo i turisti che aspettavano di entrare nella chiesa" e chi invece rivendica "il diritto per l'associazione Benedetto XIII di essere l'unica associazione ad effettuare le guide perché a quel diritto corrisponde una convenzione e quindi delle responsabilità".
Già nella giornata di domenica il primo a far sentire la propria voce è stato Piero Amendolara, anima della Benedetto e presidente sino a pochi mesi fa: "Gravina dimentica presto l'operato delle persone che gli vogliono bene – scrive sulla sua pagina facebook - Preciso che Giovanni Pacella era in visita per conto dello IAT con circa 50 persone e la signora Stefania era una intrusa in un gruppo in visita e pretendeva di entrare nella chiesa che come tutti sanno da 15 anni viene fatta fruire ai turisti dalla nostra associazione ma di proprietà ecclesiastica".
Immediata la risposta da Confguide, l'associazione turistica di Confcommercio che fa capo a Michele Capone e di cui Stefania Raguso è socia.
Capone glissa sulla polemica e difende la guida della sua associazione prima di chiedere "regole chiare per lavorare in ambito turistico". Subito dopo una frecciatina contro la Diocesi: "Da sempre chiediamo alla Diocesi Di Altamura di conoscere le condizioni economiche e di orario per l'accesso a S. Michele delle Grotte e alla Basilica Cattedrale, e non siamo gli unici. Ci risulta che lo abbiano fatto anche organizzazioni turistiche internazionali che portano in giro per la Puglia e Basilicata migliaia di turisti e che non avendo avuto risposte dalla Chiesa di Gravina ci hanno cancellato dai loro percorsi".
Un episodio grave che rischia di azzerare gli sforzi che da diverse parti si compiono per promuovere il territorio.
E intanto "Mentre non discutiamo a terra, Matera è in orbita" fa notare qualcuno.
Per vedere il video cliccare su questo link: www.youtube.com/watch?v=A5T5zaq2bU4&feature=youtu.be
Protagonisti due guide autorizzate. Pomo della discordia: la "competenza territoriale" sulla chiesa grotta di san Michele e il diritto di "essere autorizzati" a guidare i turisti.
Un nobile impegno su cui è precipitata l'offerta turistica gravinese.
Il tutto ripreso da un cellulare e postato su facebook da Michele Parrulli attivista del Movimento Cinque Stelle.
E proprio sui social si è scatenata una vera e propria guerra fatta di accuse reciproche, offese e richieste di spiegazioni. Tra i due litiganti e le rispettive fazioni, un gruppo di oltre cinquanta turisti provenienti da Roma che hanno assistito attoniti alla scena. Salvo poi mandare tutti a quel paese: "Non abbiamo mica la lebbra. Che modo è di trattare la gente?".
Con più di 9000 visualizzazioni e un polverone mediatico degno del miglior Datagate americano, la polemica scatenata tra Stefania Raguso e Giovanni Pacella, volti conosciuti e noti nell'ambiente culturale gravinese, è destinata a creare lunghi strascichi nella gestione del patrimonio turistico locale. Ora più che mai diventa indispensabile chiarire competenze, ruoli, diritti e soprattutto doveri. Un episodio su cui anche i due proprietari del patrimoni storico, Comune di Gravina e Diocesi non potranno soprassedere chiamati per primi a dare risposte.
Sui social è un coro unico di indignazione contro chi "ha scacciato in malo modo i turisti che aspettavano di entrare nella chiesa" e chi invece rivendica "il diritto per l'associazione Benedetto XIII di essere l'unica associazione ad effettuare le guide perché a quel diritto corrisponde una convenzione e quindi delle responsabilità".
Già nella giornata di domenica il primo a far sentire la propria voce è stato Piero Amendolara, anima della Benedetto e presidente sino a pochi mesi fa: "Gravina dimentica presto l'operato delle persone che gli vogliono bene – scrive sulla sua pagina facebook - Preciso che Giovanni Pacella era in visita per conto dello IAT con circa 50 persone e la signora Stefania era una intrusa in un gruppo in visita e pretendeva di entrare nella chiesa che come tutti sanno da 15 anni viene fatta fruire ai turisti dalla nostra associazione ma di proprietà ecclesiastica".
Immediata la risposta da Confguide, l'associazione turistica di Confcommercio che fa capo a Michele Capone e di cui Stefania Raguso è socia.
Capone glissa sulla polemica e difende la guida della sua associazione prima di chiedere "regole chiare per lavorare in ambito turistico". Subito dopo una frecciatina contro la Diocesi: "Da sempre chiediamo alla Diocesi Di Altamura di conoscere le condizioni economiche e di orario per l'accesso a S. Michele delle Grotte e alla Basilica Cattedrale, e non siamo gli unici. Ci risulta che lo abbiano fatto anche organizzazioni turistiche internazionali che portano in giro per la Puglia e Basilicata migliaia di turisti e che non avendo avuto risposte dalla Chiesa di Gravina ci hanno cancellato dai loro percorsi".
Un episodio grave che rischia di azzerare gli sforzi che da diverse parti si compiono per promuovere il territorio.
E intanto "Mentre non discutiamo a terra, Matera è in orbita" fa notare qualcuno.
Per vedere il video cliccare su questo link: www.youtube.com/watch?v=A5T5zaq2bU4&feature=youtu.be