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Maltempo, la Regione chiede il riconoscimento dello stato di emergenza

La Giunta regionale ha deliberato la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

A seguito degli eccezionali ed intensi eventi meteorologici che si sono verificati sull'intero territorio regionale a partire dal 31 marzo al 3 aprile 2026, la Giunta regionale ha deliberato la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale e di finanziamenti straordinari per fronteggiare i danni provocati dai detti eventi.

Gli intensi rovesci, il perdurare delle precipitazioni e i venti di burrasca hanno causato crolli di strutture, abbattimento di alberature, diffusi allagamenti in ambito urbano ed extraurbano, esondazioni di corsi d'acqua e canali, rottura di argini, fenomeni di dissesto idrogeologico, smottamenti e frane, con conseguente collasso di sedi stradali e isolamento di alcuni centri abitati. Le piene dei corsi d'acqua hanno determinato anche importanti volumi di afflusso agli invasi (Occhito, San Giuliano, Capaccio) che hanno raggiunto la quota di sfioro, con deflussi a valle oltre che l'attivazione delle fasi di preallerta e allerta per rischio idraulico a valle delle dighe, disciplinato dai Piani emergenza dighe con relativi schemi di laminazione.

Tutto questo ha comportato ingenti danni al tessuto economico-produttivo e al comparto agricolo, al patrimonio edilizio pubblico e privato, a beni mobili, manufatti e autoveicoli, causando inoltre interruzioni della viabilità stradale e ferroviaria e disservizi alle linee elettriche.

Si è deciso quindi di inoltrare subito la richiesta dello stato di emergenza di rilievo nazionale e dei relativi finanziamenti straordinari alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, mentre gli uffici regionali competenti completeranno la ricognizione delle effettive esigenze economiche occorrenti, sia in ordine ai danni riferibili a beni pubblici e privati, che alle spese sopportate per gli interventi posti in essere in fase di prima emergenza per il ripristino delle condizioni minime di sicurezza.

Al fine di attivare le procedure per il riconoscimento anche dello stato di calamità naturale, sono state avviate le valutazioni dei danni nel settore agricolo e zootecnico.

"Abbiamo avviato le procedure per la richiesta dello stato di emergenza perché quello che è accaduto nell'ultima settimana ha purtroppo le caratteristiche di quello che possiamo definire un evento climatico estremo che purtroppo ha determinato danni e disagi in molti territori della Puglia – ha detto il presidente Antonio Decaro –. Quanto accaduto ci costringe a fare un'attenta riflessione su come mettere in sicurezza il nostro territorio per renderlo resiliente ai cambiamenti climatici. Siamo passati da mesi di siccità a intense precipitazioni che hanno segnato la caduta di una quantità straordinaria di pioggia a cui noi non siamo ancora preparati. In questi giorni abbiamo gestito l'emergenza grazie alla grande professionalità dei soccorritori, della Protezione civile e di tutte le persone che a vario titolo sono coinvolte nelle operazioni ma crediamo sia il momento di avviare seriamente un grande piano di messa in sicurezza per il nostro territorio. Già nelle prossime ore il Genio civile sarà a lavoro nei territori più colpiti della Capitanata e del Subappennino Dauno dove sarà ripristinata la viabilità per i Comuni rimasti isolati".

"In giornate davvero difficili per la Puglia e i pugliesi ringrazio tutte le componenti del sistema regionale di Protezione civile per aver gestito con prontezza e in maniera efficiente le fasi di emergenza, in particolare chi si è occupato dei soccorsi alla popolazione, a dimostrazione che la cooperazione è fondamentale e va sempre più rafforzata", ha aggiunto l'assessore alla Gestione delle emergenze, Debora Ciliento.

Nelle fasi di emergenza infatti la Sezione Protezione civile del Dipartimento regionale Protezione civile e Gestione emergenze con il Centro Funzionale Decentrato ha seguito l'evoluzione spazio-temporale dei fenomeni, emanando svariati documenti previsionali e di allerta, mentre la Sala Operativa Integrata Regionale si è raccordata con il Dipartimento Nazionale della Protezione civile, con le Prefetture – Uffici territoriali del Governo, il Corpo dei Vigili del fuoco per gli interventi di soccorso tecnico urgente e con gli Enti Locali coinvolti, attivando le strutture operative e il Volontariato di Protezione civile per la gestione delle criticità e il necessario supporto per il più rapido rientro nelle condizioni di normalità. Importante il contributo della Struttura speciale regionale NUE Numero Unico di Emergenza Europeo 112, che nei giorni di maltempo ha dovuto gestire un numero più elevato di chiamate.
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